Meditazione di gentilezza amorevole a tutti gli esseri

Meditazione completa di gentilezza amorevole

Meditazione completa di gentilezza amorevole (mettā), nella sua versione di augurio di ogni bene a sé stessi e quindi a tutti le persone

Continuiamo ad esplorare ed approfondire le meditazioni di gentilezza amorevole, spesso chiamate mettā, il loro nome nella lingua pāli.

Questa meditazione di cui offriamo l’audio è la versione più classica, quella in cui si sviluppa gentilezza amorevole verso sé stessi per poi estenderla progressivamente a tutti gli esseri.

Meditazione completa di gentilezza amorevole (mettā)

Portiamo silenzio nella nostra postura, stando comodi e rilassati. Permettiamo al corpo di riposarsi e alla mente di trovare una certa stabilità, facendoci aiutare dal respiro.

Portiamo quindi la consapevolezza al centro del nostro petto, nella zona del cuore. Partendo da quel punto, sviluppiamo gentilezza amorevole verso noi stessi, facendoci aiutare da queste parole:

  • Che io possa stare bene, essere felice e in pace. 
  • Che io possa non subire alcun danno. 
  • Che io possa non avere difficoltà. 
  • Che io possa non avere problemi. 
  • Che io possa andare sempre incontro al successo.
  • Che io possa anche avere la pazienza, il coraggio, la comprensione e la determinazione per andare incontro alle inevitabili difficoltà, ai problemi e ai fallimenti della vita e che possa superarli.

Se sentiamo delle resistenze, proviamo a metterle un momento da parte. Osserviamoci come se fossimo una persona che conosciamo un po’, riconoscendo che probabilmente non avremmo difficoltà ad augurare ogni bene ad una persona estranea, e quindi possiamo provare a fare lo stesso con noi.

Estendiamo quindi questa gentilezza verso l’esterno, progressivamente allargandola a genitori, insegnanti, parenti, amici, persone estranee, persone difficili o addirittura nemici. Completiamo quindi inviando gentilezza amorevole a tutti gli esseri, indistintamente.

Visualizziamo ogni volta le persone a cui stiamo inviando gentilezza amorevole, provando a sentire se ci sono difficoltà o se invece sentiamo comodità. Se sentiamo rigidità, difficoltà, proviamo a metterla da parte un momento e inviamo gentilezza e benevolenza; dopo averlo fatto proviamo a sentire se quella difficoltà si è ridotta almeno un po’.

Con le persone difficili, o i nemici, questa pratica può essere faticosa. Possiamo provare a pensare semplicemente che inviamo un pensiero di non odio. Ma se anche questo è troppo, lasciamo stare ed inviamo gentilezza amorevole verso noi stessi.

La progressione che usiamo in questa meditazione è la seguente, sempre usando le parole indicate sopra:

  • Possano i miei genitori stare bene, essere felici, in pace… etc…
  • Possano i miei insegnanti….
  • Possano i miei parenti…
  • Possano i miei amici… 
  • Possano tutte le persone che mi sono estranee….
  • Possano i miei nemici…
  • Possano tutti gli esseri viventi, visibili e invisibili, …

Buona pratica!

Referenze

Meditazione di gentilezza amorevole verso noi stessi di Sirimedho Stefano De Luca  registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il giorno 1 novembre 2022.

Un libro magnifico sulla gentilezza amorevole è quello di Ajahn Pasanno, “Abundant, Exalted, Immeasurable”, disponibile per il download gratuito in inglese sul sito del Forest Sangha.

Sono seguite delle riflessioni collegate allo stesso tema:

Foto di copertina di Timon Studler, Berna, Hauptbahnhof, Svizzera.

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