Con questa “meditazione Satipatthana sul respiro” iniziamo a ripercorrere le meditazioni descritte dal Buddha nel Satipatthana sutta, l’Insegnamento sui Quattro Fondamenti della Consapevolezza.

In questo importantissimo sutta, il Buddha indica le più importanti meditazioni di consapevolezza, basate sull’osservazione profonda di quello che sta avvenendo, la vipassana, sviluppando la saggezza.

Il sutta è diviso in quattro parti, la consapevolezza del corpo nel corpo, delle sensazioni nelle sensazioni, della mente nelle mente, dei fenomeni degli oggetti mentali negli oggetti mentali.

Questa meditazione sul respiro è la prima meditazione del gruppo delle meditazioni del corpo nel corpo. E’ molto simile alla prima parte del sutta sulla consapevolezza del respiro, anapanasati sutta, che aggiunge altri dodici passaggi.

La contemplazione del respiro

Dal Satipatthana sutta

Ed in che modo un monaco vive nella contemplazione del corpo nel corpo ?
Il monaco, ritiratosi nella foresta, ai piedi di un albero o in un luogo isolato, siede con le gambe incrociate, mantiene il suo corpo eretto e la sua consapevolezza vigile.

Pienamente consapevole egli inspira, e con piena consapevolezza espira. Inspirando con un lungo respiro egli è consapevole : “sto inspirando con un lungo respiro”. Espirando con un lungo respiro egli è consapevole : “sto espirando con un lungo respiro”; inspirando con un respiro corto egli è consapevole: “sto inspirando con un respiro corto” ; espirando con un respiro corto egli è consapevole : “sto espirando con un respiro corto”.

“Sperimentando l’intero corpo (respiro), inspirerò”, così egli si applica. “Sperimentando l’intero corpo (respiro), espirerò”, così egli si applica. “Calmando le attività del corpo (respiro) inspirerò” così egli si applica. “Calmando le attività del corpo (respiro) espirerò” così egli si applica.

Proprio come un abile tornitore o un apprendista tornitore mentre fa una passata lunga sa: “sto facendo una passata lunga” oppure mentre fa una passata corta sa: “sto facendo una passata corta” , così, il monaco, inspirando un lungo respiro è consapevole: “sto inspirando un lungo respiro”; espirando un lungo respiro è consapevole: “sto espirando un lungo respiro”; inspirando un respiro corto è consapevole: “sto inspirando un respiro corto”; espirando un respiro corto è consapevole: “sto espirando un respiro corto”. “Sperimentando l’intero corpo (respiro), inspirerò”, così egli si applica. “Sperimentando l’intero corpo (respiro), espirerò”, così egli si applica.

“Calmando le attività del corpo (respiro) inspirerò” così egli si applica. “Calmando le attività del corpo (respiro) espirerò” così egli si applica.

§ Così egli si dedica alla contemplazione del corpo nel corpo interiormente, o alla contemplazione del corpo nel corpo esternamente, o contemplando il corpo nel corpo interiormente ed esteriormente. Egli contempla il sorgere dei fenomeni nel corpo, oppure contemplando il dissolversi dei fenomeni nel corpo6 , oppure contemplando il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nel corpo. Oppure la sua presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: “esiste un corpo” , nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza, e vive distaccato , senza aggrapparsi a nulla in questo mondo. Così pure, o monaci, un monaco vive nella contemplazione del corpo nel corpo.

REFERENZE

Meditazione Satipatthana sul respiro registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta da  Sirimedho Stefano De Luca  il 5 gennaio 2024.

Si può leggere il sutta completo in traduzione italiana sul sito di CanonePali.net.

Dopo la meditazione si è discusso sul perché le e meditazioni sul respiro siano importanti nella pratica.

immagine di copertina di Xanthius