Continuiamo con la serie delle meditazioni sui quattro fondamenti della consapevolezza (satipatthana), così come descritte dal Buddha nel Satipatthana Sutta, l’insegnamento sui quattro fondamenti della consapevolezza.

Iniziamo ora ad affrontare la contemplazione della coscienza, anche chiamata contemplazione della mente, che è il terzo dei quattro gruppi del satipatthana. Abbiamo iniziato dall’osservazione di una coscienza posseduta o no da attaccamento.

Di seguito il testo del sutta, con evidenziata in corsivo la parte su cui abbiamo meditato:

La contemplazione della coscienza

Ed in che modo, o monaci, un monaco si dedica alla contemplazione della coscienza?
In questo insegnamento, o monaci, un monaco è consapevole della coscienza posseduta da attaccamento come coscienza posseduta da attaccamento; della coscienza non posseduta da attaccamento come coscienza non posseduta da attaccamento; è consapevole della coscienza offuscata dall’avversione come coscienza offuscata dall’avversione; della coscienza non offuscata dall’avversione come coscienza non offuscata dall’avversione; della coscienza posseduta dall’illusione come coscienza posseduta dall’illusione; della coscienza non posseduta dall’illusione come coscienza non posseduta dall’illusione; è consapevole dello stato contratto della coscienza come stato contratto della coscienza dello stato distratto della coscienza come stato distratto; dello stato evoluto della coscienza come stato evoluto; dello stato ordinario della coscienza come stato ordinario; dello stato di coscienza che ha altri stati superiori ad esso come stato di coscienza che ha altri stati superiori ad esso; dello stato di coscienza che non ha altri stati ad esso superiori come lo stato di coscienza che non ha altri stati ad esso superiori; dello stato concentrato della mente come stato concentrato; dello stato non concentrato della mente come stato non concentrato; dello stato libero della mente come stato libero; dello stato non libero della mente come stato non libero.

Così egli si dedica alla contemplazione della coscienza nella coscienza interiormente, o alla contemplazione della coscienza nella coscienza esternamente, o alla contemplazione della coscienza nella coscienza interiormente ed esteriormente. Egli contempla il sorgere dei fenomeni nella coscienza, oppure contempla il dissolversi dei fenomeni nella coscienza, oppure contempla il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nella coscienza. Oppure la sua presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: “esistono la coscienza”, nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza, e vive distaccato, senza aggrapparsi a nulla in questo mondo. Così pure, o monaci, un monaco vive nella contemplazione delle sensazioni nelle sensazioni.

Satipatthana Sutta, MN 10

Meditazione Satipatthana sulla coscienza (2) Osservare il sorgere e lo svanire dei fenomeni

In questa sezione delle meditazioni sui quattro fondamenti della verità andiamo ad osservare il sorgere e lo svanire dei fenomeni nel contesto della coscienza.

La pratica che ci viene proposta ha due aspetti: osservare i fenomeni, osservare il modificarsi della coscienza sensoriale, osservare come vi sia un osservatore che invece rimane stabile durante l’osservazione.

Per fare questo, una volta stabilizzata la mente seguendo il respiro, iniziamo ad osservar il sorgere e lo svanire dei fenomeni nelle sensazioni, osservando come le sensazioni (del corpo, della mente) emergono, si manifestano e cambiano. Possiamo anche riconoscere come si attenuano, cambiano fino a svanire e dissolversi.

Stabili di fronte alle onde, stabili di fronte ai fenomeni

Immagina di essere su una spiaggia, con i piedi nella sabbia, di fronte al vasto mare. Le onde si susseguono incessantemente, portando l’acqua fino quasi ai tuoi piedi e poi ritirandosi. Il movimento è costante, quasi inarrestabile.

Eppure, mentre rimani stabile sulla riva, non sei preoccupato o coinvolto dall’acqua del mare. Puoi osservare come c’è un osservatore in te, uno spettatore silenzioso. Questo osservatore nota le “tue” sensazioni allo stesso modo: senza farsi coinvolgere, senza farsi trascinare.

Così come le onde emergono e si ritirano, le sensazioni sorgono e svaniscono nella tua coscienza. L’osservatore interiore rimane saldo, consapevole e distaccato. Non si identifica con le sensazioni, ma le osserva con chiarezza.

Nella meditazione, possiamo coltivare questa consapevolezza. Come il mare e le sue onde, le sensazioni vengono e vanno. Lasciamo che fluiscano, senza aggrapparci o resistere. E nel silenzio interiore, scopriamo la libertà.

REFERENZE

Meditazione Satipatthana sulla coscienza (2), sorgere e svanire dei fenomeni, registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta da  Sirimedho Stefano De Luca  il 9 febbraio 2024.

Si può leggere il sutta completo in traduzione italiana sul sito di CanonePali.net.

Dopo la meditazione si è presentata la coproduzione condizionata (paticca samuppada)