La Meditazione satipatthana sulle sensazioni è volta a renderci consapevoli consapevoli dell’esistere delle reazioni piacevoli , spiacevoli e neutre al momento del contatto con un oggetto tramite i nostri sensi, e del loro sorgere e del dissolversi.

Questa meditazione fa parte delle meditazioni indicate dal Buddha nel Satipatthana sutta (MN 10), in italiano tradotto come “I quattro fondamenti della consapevolezza”.

La meditazione che qui riportiamo fa parte del gruppo delle meditazioni sulle sensazioni.

Meditazione satipatthana sulle sensazioni

La meditazioni inizia esplorando le sensazioni in tutto il corpo, dalla cima della testa alla pianta dei piedi. Per sensazioni intendiamo semplicemente il senso, il tono, il colore dato da piacevole, spiacevole e né piacevole né spiacevole, ovvero neutro.

Proviamo quindi consapevolmente ad osservare il sorgere di nuove sensazioni e il loro cessare, scegliendo un punto del corpo dove abbiamo sentito in modo più forte la sensazione presente.

Estendiamo quindi l’osservazione alla mente, osservando le sensazioni connesse all’attività mentale, come i pensieri.

Possiamo infine osservare come l’osservazione delle sensazioni ci liberi dall’identificarsi in esse: possiamo essere consapevoli di una sensazione spiacevole senza che la mente si colori di “spiacevole” e così via.

Leggiamo qui di seguito il testo del Buddha.

Satipatthana sutta, La contemplazione delle sensazioni

Ed in che modo, o monaci, un monaco si dedica alla contemplazione delle sensazione nelle

sensazioni?

In questo insegnamento, o monaci, un monaco nel provare una sensazione piacevole è consapevole: “sto provando una sensazione piacevole”; nel provare una sensazione neutra, né piacevole né spiacevole, è consapevole: sto provando una sensazione neutra”. Quando prova una sensazione piacevole riguardante cose materiali è consapevole: “sto provando una sensazione piacevole riguardante cose materiali”; quando sta provando una sensazione piacevole riguardante cose spirituali è consapevole: sto provando una sensazione piacevole riguardante cose spirituali”.

Quando sperimenta una sensazione dolorosa riguardante cose materiali è consapevole: “sto sperimentando una sensazione dolorosa riguardante cose materiali”; quando sperimenta una sensazione dolorosa riguardante cose spirituali è consapevole: “sto sperimentando una sensazione dolorosa riguardante cose spirituali”; quando sperimenta una sensazione neutra riguardante cose materiali è consapevole: “sto sperimentando una sensazione neutra riguardante cose materiali”; quando sperimenta una sensazione neutra riguardante cose spirituali è consapevole: “sto sperimentando una sensazione neutra riguardante cose spirituali”.

Così egli si dedica alla contemplazione delle sensazioni nelle sensazioni interiormente, o alla contemplazione delle sensazioni nelle sensazioni esternamente, o alla contemplazione delle sensazioni nelle sensazioni interiormente ed esteriormente. Egli contempla il sorgere dei fenomeni nelle sensazioni, oppure contempla il dissolversi dei fenomeni nelle sensazioni, oppure contempla il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nelle sensazioni. Oppure la sua presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: “esistono le sensazioni”, nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza, e vive distaccato, senza aggrapparsi a nulla in questo mondo. Così pure, o monaci, un monaco vive nella contemplazione delle sensazioni nelle sensazioni.

REFERENZE

Meditazione satipatthana sulle sensazioni registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta da  Sirimedho Stefano De Luca  il 12 gennaio 2024.

Si può leggere il sutta completo in traduzione italiana sul sito di CanonePali.net.

Dopo la meditazione si sono discussi i cinque aggregati (khandha).

Foto di copertina di mccline9888