Meditazione sulle sensazioni e la gioia

Meditazione su sensazioni e gioia

Meditazione su sensazioni e gioia, lasciar andare gli attaccamenti al corpo per far riposare la mente nel silenzio e nella gioia

La Meditazione su sensazioni e gioia riprende una delle meditazioni dei Quattro Fondamenti della Consapevolezza (satipatthana) del Buddha, ma è adatta a tutti, non avendo connotazioni religiose.

Si prende spunto dal primo componente mentale che si sviluppa dal contatto del corpo e della mente con un oggetto, la sensazione (in pāli vedana) di piacevole, spiacevole o doloroso e neutro – né piacevole né spiacevole.

Questa sensazione è automatica, è una risposta necessaria per prevenire problemi fisici (ad es. toccando una piastra infuocata, la mano si ritrae immediatamente grazie alla sensazione spiacevole) e per segnalare oggetti o pensieri potenzialmente utili. E’ indubbio però che si vada molto oltre questa semplice classificazione per poi aggiungere pensieri ed emozioni capaci di portarci insoddisfazione, sofferenza e stress. Lasciando andare queste “aggiunte” alla mera sensazione fisica, possiamo toccare la serena tranquillità e la gioia della libertà dalle sensazioni, vedendole esattamente come sono, sensazioni come sensazioni.

Meditazione su sensazioni e gioia

La meditazione inizia portando l’attenzione al nostro respiro e rilassando il corpo e la mente, permettendo l’emergere dell’intenzione che ci motiva a praticare la meditazione.

Osserveremo quindi tutto il corpo, parte per parte, iniziando dalla cima della testa fino alla pianta dei piedi. Per ogni punto osserveremo se ci sono sensazioni piacevoli, spiacevoli o dolorose o neutre.

Dopo aver osservato le sensazioni in tutto il corpo, sceglieremo una sensazione spiacevole per osservarla più in profondità. Se non ne avremo trovata nessuna nel corpo, potremo portare alla mente un ricordo di una tale sensazione. Osserveremo così se l’avversione che proviamo per quella sensazione non ci porti altra insoddisfazione, sofferenze o stress. E potremo anche osservare se non abbiamo sviluppato un attaccamento a quella sensazione, forse per definire la nostra identità: “sono la persona con il dolore alla schiena”, “sono la persona che soffre alle ginocchia”…

Ripeteremo la stessa analisi con le sensazioni piacevoli, dove è facile sviluppare un attaccamento, e quelle neutre, dove è facile cadere nella noia.

Da ultimo, proviamo a lasciar andare questi attaccamenti con l’aiuto del respiro, e assaporare la gioia di quando osserviamo le sensazioni come sensazioni, senza aggiungere altro.

Buona pratica!

Referenze

Meditazione su sensazioni e gioia di Sirimedho Stefano De Luca  registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il giorno 7 ottobre 2022.

A questa meditazione sono seguite delle riflessioni sulle Quattro Nobili Verità.

Foto di copertina di Daniele Levis Pelusi. Un pescatore alla fine della giornata nella luce del tramonto giallo. La foto è stata scattata sul lago di Como.

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