La compassione, o karuna

La compassione, o Karuna in lingua pali, nel buddhismo è una delle qualità più nobili e profonde che possiamo sviluppare. È il desiderio sincero di alleviare la sofferenza altrui e di estendere gentilezza e cura senza aspettarsi nulla in cambio. Karuna è uno dei quattro Brahma-vihara, o dimore divine, che rappresentano gli stati mentali più elevati e puri che un essere può coltivare.

Karuna: La Compassione Universale. Karuna non è semplicemente un sentimento passivo, ma un principio attivo. È la motivazione che spinge a cercare attivamente di ridurre la sofferenza nel mondo. Questa compassione non conosce confini e si estende a tutti gli esseri senzienti, senza distinzione. È un impegno a guardare oltre il proprio ego e a riconoscere il dolore universale che accomuna ogni forma di vita.

Compassione verso Sé Stessi: Il Primo Passo La compassione inizia con la comprensione e l’accettazione di sé. Spesso, siamo i nostri critici più severi, e questo può portare a una spirale di autogiudizio e sofferenza interiore. La pratica della compassione verso sé stessi insegna a trattare noi stessi con la stessa gentilezza e cura che offriremmo a un buon amico. È riconoscere e accettare le proprie imperfezioni, lavorando per trasformarle con amore e pazienza.

La Pratica di Karuna nella Vita Quotidiana Incorporare Karuna nella vita quotidiana significa impegnarsi in azioni che riflettano la compassione. Questo può includere atti di generosità, parole gentili, e anche il lavoro su di sé per superare abitudini dannose. La compassione diventa una guida per le azioni, influenzando le scelte e le interazioni con gli altri. È un percorso che arricchisce non solo la vita di chi la pratica, ma anche quella di chi ne beneficia.

Karuna e la Meditazione La meditazione sulla compassione è uno strumento potente per sviluppare Karuna. Attraverso la meditazione, possiamo esplorare la natura della sofferenza e imparare a rispondere con gentilezza e comprensione. La meditazione sulla compassione verso sé stessi, in particolare, è un esercizio di guarigione interiore che ci permette di affrontare e lenire le nostre ferite emotive, preparandoci a estendere la compassione anche agli altri.

Questi principi di Karuna e la compassione verso sé stessi sono fondamentali per una pratica spirituale profonda e significativa. Coltivare queste qualità può trasformare la nostra esperienza di vita, portando a una maggiore pace interiore e armonia con il mondo che ci circonda.

Meditazione sulla compassione verso sé stessi

Iniziamo trovando una posizione stabile, come se fossi un edificio sacro, uno stupa che contiene all’interno delle reliquie preziose, ben poggiato sulla terra e che svetta verso il cielo. Prendiamo questa posizione solenne e comoda.

Portiamo l’attenzione sul respiro permettendo di stabilizzarci ancora di più in questa posizione.

Apriamo quindi l’osservazione alla mente, osservando se c’è qualche forma di insoddisfazione, dolore, sofferenza. In questa fase, con l’aiuto del respiro, semplicemente osserviamone la presenza.

Una volta ben identificato questo oggetto mentale di sofferenza, proviamo ad osservarlo in profondità, senza spostarne lo sguardo ma senza farci assorbire da esso.

Se troviamo difficile non farci catturare da questa memoria, desiderio, preoccupazione, emozione, proviamo ad allontanarci da esso, ma sempre osservandolo. E’ come se osservassimo la nostra casa in fiamme, per non scottarci ci spostiamo indietro continuando a guardarla e quando è invece possibile ci riavviciniamo.

Proviamo ora a portare l’attenzione al cuore, sentendolo pieno di luce, calore, accoglienza. Portiamo questa pace del cuore nell’oggetto che stiamo osservando, per accoglierlo.

Portiamo quindi la luce del nostro cuore nell’oggetto di sofferenza per lenirlo, guarirlo. Per facilitare questo lavoro possiamo recitare interiormente queste frasi:

Che io possa essere libero da dolore e sofferenza.
Che io possa alleviare la mia sofferenza. 
Che io possa trovare la pace.
Che io possa essere guarito.

Buona meditazione!

REFERENZE

Meditazione sulla compassione verso sé stessi guidata da Sirimedho Stefano De Luca  e registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il giorno 24 maggio 2024.

Dopo la meditazione vi sono state delle riflessioni sul Vesak, la festa per la nascita, l’illuminazione e il parinibbana (morte) del Buddha.

Foto di copertina di Jovan Vasiljević su Unsplash