Questa meditazione sull’elemento terra e la compassione parte da una sezione dell’insegnamento dal Buddha a suo figlio Rahula, in particolare l’insegnamento relativo all’elemento terra:

“Rāhula, si dice che l’elemento terra interno sia qualcosa di duro, solido e che sia interno, pertinente a un individuo. Ciò include: Capelli, peli del corpo, unghie, denti, pelle, carne, tendini, ossa, midollo osseo, reni, cuore, fegato, diaframma, milza, polmoni, intestino, mesentere, cibo non digerito, feci o qualsiasi altra cosa dura, solida e che sia interna, pertinente a un individuo. Questo è chiamato l’elemento terra interno. L’elemento terra interno e l’elemento terra esterno sono lo stesso elemento terra. Questo dovrebbe essere visto veramente con la giusta comprensione in questo modo: “Questo non è mio, questo non sono io, questo non è me stesso.” Quando vedi questo veramente con la giusta comprensione, allora rifiuti l’elemento terra, distaccando la mente dall’elemento terra.

Mahārāhulovādasutta, Il consiglio più lungo a Rāhula, Bhikkhu Sujato, Suttacentral.net

Nel sutta si continua con gli altri elementi di acqua, fuoco, aria, spazio e si dànno istruzioni per la meditazione.

L’elemento terra e il vuoto

Riconoscendo che la terra è un elemento in comune con tutti gli esseri viventi, possiamo osservare anche a chi appartengono le tensione, i fastidi e i dolori del corpo. Sono nostri? Sono della terra? Se siamo composti da terra, come possiamo dire che siano veramente nostri?

Per essere nostri, dovremmo essere capaci di farli apparire e sparire, muoverli, dominarli. Ma sappiamo bene che sia nel corpo che nella mente ciò che ci offre insoddisfazione, fastidio, sofferenza e dolore, che possiamo sintetizzare nella parola in lingua pāli dukkha, si presentino indipendentemente dalla nostra volontà e scompaiono allo stesso modo. Esercitando il retto sforzo, possiamo creare le condizioni per non farli apparire, o per farli sparire, ma non ne abbiamo il controllo completo.

L’elemento terra e la compassione

Non potendo controllare dukkha, possiamo augurarci di essere liberi dalla sofferenza. Possiamo rivolgerci queste frasi di compassione verso noi stessi:

  • Che io possa essere libero da dolore e sofferenza.
  • Che io possa alleviare la mia sofferenza. 
  • Che io possa trovare la pace.
  • Che io possa essere guarito.

Con questa meditazione andiamo a toccare però un aspetto importante: non solo noi siamo fatti di terra, ma siamo fatti tutti di terra. Capiamo così che il desiderio di non provare sofferenza e quello di avere felicità sia comune a tutti gli esseri, allora possiamo allargare la compassione a tutti gli esseri, con queste parole:

  • Che tutti gli esseri possano essere liberi da dolore e sofferenza.
  • Che io possa alleviare la sofferenza di tutti gli esseri. 
  • Che tutti gli esseri possano trovare la pace.
  • Che tutti gli esseri possano essere guariti.

Possiamo concludere questa meditazione offrendo i meriti della pratica a tutti gli esseri.

Buona meditazione!

REFERENZE

Meditazione sull’elemento terra e la compassione guidata da Sirimedho Stefano De Luca  e registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il giorno 7 giugno 2024.

Si può leggere in italiano il sutta citato, MN 62: Mahârâhulovâda Sutta – Lezione a Râhulo (2), dal sito canonepali.net

Si può ascoltare un’altra meditazione sull’elemento terra sempre dal nostro sito: https://kalyanamitta.it/meditazione-sullelemento-terra/

Foto di copertina di Hossein Ezzatkhah.