Nella pratica della meditazione, coltiviamo una consapevolezza profonda, che ci permette di riconoscere e comprendere la natura fondamentale del nostro essere. In questa meditazione guidata, “Meditazione sullo Sforzo Senza Sforzo“, esploreremo il concetto di non-sé attraverso la consapevolezza dei quattro elementi nel nostro corpo – terra, acqua, fuoco e vento – e come questi elementi si riflettono nel mondo esterno e in tutti gli esseri, per poi contemplare come sviluppare senza sforzo i quattro sforzi di abbandonare gli stati mentali non salutari presenti, non far sorgere quelli non presenti, mantenere gli stati mentali salutari presenti e far sorgere e invitare quelli non presenti.

Meditazione sullo sforzo senza sforzo

I quattro elementi

La meditazione inizia portando l’attenzione sui quattro elementi nel nostro corpo.

Osserviamo l’elemento terra nelle nostra ossa, nella solidità del corpo.

Osserviamo l’elemento acqua nella saliva, nel sangue, nella coesione della carne.

Osserviamo l’elemento fuoco nel calore del corpo, nella digestione.

Osserviamo l’elemento vento nell’aria che respiriamo.

Riconosciamo che questi elementi non sono separati da noi, ma sono parte integrante di noi. Osserviamo come questi elementi siano presenti anche nelle montagne, nel mare, negli animali, e che i quattro elementi presenti sono gli stessi presenti in noi. Questa consapevolezza ci aiuta a sviluppare la coscienza del non-sé, contemplando la libertà di non dover aderire ad un’immagine fissa e innaturale.

Lo sforzo senza sforzo

Una volta sviluppata questa consapevolezza, entriamo nella seconda fase della meditazione, lo sforzo senza sforzo. Questa fase implica portare la consapevolezza alla mente e riconoscere gli stati mentali non salutari dei cinque impedimenti. Questi stati possono manifestarsi come un ronzio, un rumore, un’assenza di luce, o una riduzione di energia. Riconoscendo questi stati, possiamo lasciarli andare.

Gli stati mentali non salutari sono quelli dei cinque impedimenti:

  1. Desiderio sensuale
  2. Rabbia o avversione
  3. Pigrizia e torpore
  4. Agitazione e rimorso
  5. Dubbio

Allo stesso modo, riconosciamo gli stati mentali salutari e li coltiviamo. Possono essere un senso di gioia, di empatia, di gentilezza, di investigazione… Questi stati possono manifestarsi come una musica intonata, una luce splendente, o una energia viva. Portando consapevolezza a questi aspetti, possiamo coltivare la nostra capacità di essere “intonati”.

Infine, portiamo nella mente i sette fattori di illuminazione. Questi fattori sono strumenti potenti che possono aiutarci a sviluppare ulteriormente la nostra pratica meditativa e a raggiungere una comprensione più profonda. I sette fattori di illuminazione sono:

  1. Attenzione
  2. Investigazione
  3. Energia
  4. Gioia o rapture
  5. Tranquillità
  6. Concentrazione
  7. Equanimità

Attraverso questa meditazione, spero che possiamo tutti trovare pace, chiarezza e illuminazione.

REFERENZE

Meditazione sullo sforzo senza sforzo registrata nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta da  Sirimedho Stefano De Luca  il 12 aprile 2024.

Dopo la meditazione ci sono state delle Riflessioni sullo sforzo e l’intonazione:

Foto di copertina di jtkphotoimage