Il Buddha di fronte alla guerra

Riflessioni sui due generi di pensiero e la guerra

Riflessioni sui due generi di pensiero e la guerra, partendo da un insegnamento del Buddha per trovare armonia anche di fronte a una guerra

19 Marzo 2022

Continua l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e continua il senso di impotenza da parte di molti di noi.

Come rispondere a questa situazione? Come poter trovare l’armonia che porti beneficio non solo a noi ma anche a tutti gli esseri?

Questa riflessioni sui due generi di pensiero e la guerra partono proprio da questa considerazione. Nel Canone Pāli c’è una storia in cui il Buddha ferma una guerra per il controllo di un fiume necessario per irrigare i campi durante un periodo di siccità. Ma in quell’occasione i due eserciti si fronteggiavano e alla venuta del Buddha lo accolsero come saggio, lo ascoltarono e alla fine rinunciarono alla guerra. Ma oggi le guerre si fanno premendo un tasto a migliaia di chilometri di distanza da dove cadrà un missile che ucciderà senza badare a chi ci sia sotto, se “nemici”, soldati, bambini o inermi. E chi ordina questi attacchi è molto lontano e nemmeno vede il dolore negli occhi delle persone.

I due generi di pensiero

Possiamo prendere esempio però da altri insegnamenti del Buddha, più sottili. Uno di questi è l’osservazione dei tipi di pensiero, dividendoli in salutari e non salutari, come il Beato insegna nel Dvedhâvitakka Sutta, “Due specie di pensiero”, MN 19.

Proprio grazie a questa investigazione, che abbiamo approfondito nella meditazione sui due generi di pensiero, possiamo eliminare in noi i pensieri di avidità, malizia e violenza favorendo il sorgere di pensieri di rinuncia, benevolenza e non violenza.

Questo non vuol dire che dobbiamo avere soltanto una visione interna. Possiamo usare la nostra intelligenza, il nostro cuore, per trovare tutti quei mezzi abili che possano dar luogo alla pace, aiutando chi fugge, spingendo per negoziati, promovendo o praticando l’interposizione pacifica tra i belligeranti e qualunque altro modo possa essere utile. Ma in tutto questo non cadendo nel tranello di Māra, il maestro dell’illusione, di sconfiggere la guerra con la guerra, contrapponendo armi alle armi.

Questa storia del Buddha, sebbene nella forma di una parabola, illustra bene questa modalità:

Così come se un grosso branco di selvatici di una boscosa valle fosse giunto ad un vasto suolo paludoso; e un cert’uomo che volesse il male dei selvatici, che tramasse contro di essi perdizione e danno, per questo sbarrasse loro la via sicura, favorevole, giusta da percorrere, e lasciasse aperta la via sbagliata che conduce alla palude e là li facesse finire: allora il grosso branco presto sparirebbe, non potrebbe sopravvivere. Se invece un altro uomo, impietosito per il branco, che pensasse al suo bene e alla sua salvezza, indicasse la via verso la salvezza e sbarrasse l’altra via, sprangasse i valichi verso la palude e allontanasse di là gli animali: allora il branco si salverebbe, crescerebbe, fiorirebbe e prospererebbe.

Questo che vi ho fatto è un paragone il cui senso è questo: il vasto suolo paludoso indica il desiderio; il grosso branco di selvatici indica la comunità dei viventi; l’uomo malvagio indica la natura maligna; la via errata, monaci, è il contrario dell’ottuplice sentiero ossia falso sentiero, false conoscenza, intenzione, parola, azione, vita, falsi sforzo, sapere e raccoglimento. I valichi verso la palude indicano il piacere della soddisfazione; l’andare verso la palude indica l’ignoranza. Ma l’uomo pietoso che pensa al bene, alla salvezza, monaci, indica il Compiuto, il Santo, perfetto Svegliato. E la via sicura che è favorevole, che porta alla salvezza indica il santo sentiero ottopartito.

E così, monaci, ho indicato la via sicura, favorevole, lieta da percorrere, ed ho sbarrata la via maligna, ho sprangato i valichi che portano alla palude, ho impedito l’andare nella palude. Ciò che un maestro, per amore e simpatia, mosso da compassione, deve ai discepoli, voi lo avete da me ricevuto.

MN 19: Dvedhâvitakka Sutta – Due specie di pensiero

Agire per la pace

Già ci piange il cuore al pensiero di questi daini, ci piangerà ancora di più il cuore di fronte a quei civili morti mentre si rifugiavano in un teatro, morti sotto una bomba, o al pensiero di quei giovani soldati che stanno uccidendo senza nemmeno avere una ragione.

Questo è il momento di fare forza in noi, trovare stabilità per aiutare tutti gli altri, e trovare i mezzi abili per agire nella pace, per la pace.

Referenze

MN 19: Dvedhâvitakka Sutta – Due specie di pensiero

Riflessioni sui due generi di pensiero e la guerra registrate nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il giorno 18 marzo 2022.

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