In queste Riflessioni sui Tre Rifugi, o Tre Gioielli, esploriamo come il Buddha, i suoi insegnamenti – il Dharma, la comunità dei suoi praticanti – il Sangha, ci sostengono nella pratica spirituale e nella vita.

Il Buddha è colui che ha raggiunto l’illuminazione. Prendendo rifugio nel Buddha, ci affidiamo a colui che ci indica la strada verso la verità e la saggezza. Il Buddha è il nostro maestro spirituale.

Il Dharma rappresenta la saggezza, la verità universale insegnata dal Buddha. È la via della comprensione, della libertà e della trasformazione. Prendendo rifugio nel Dharma, ci impegniamo a seguire il sentiero verso la liberazione dalla sofferenza.

Il Sangha è la comunità dei praticanti. Prendendo rifugio nel Sangha, ci uniamo a coloro che vivono in armonia e consapevolezza. La comunità ci sostiene nel nostro cammino spirituale. Il Sangha può essere composto da chi ha raggiunto una forma di illuminazione, l’Arya-Sangha, dal Sangha delle comunità monastiche di monaci e monache, il Bhikkhu-Sangha, e il più generico Sangha di tutti coloro che sono sulla strada verso la liberazione.

Ognuno dei tre rifugi ha una natura preziosa, per questo vengono chiamati anche “Tre Gioielli” o “Tre Gemme“. Ogni Gioiello ha numerosi attributi.

Il Buddha è:

  • sammāsambuddho, perfettamente risvegliato;
  • Vijjācaraṇa-sampanno, impeccabile nella condotta e nella comprensione;
  • Sugato, il ben andato, il compiuto;
  • Lokavidū, il conoscitore dei mondi;
  • Anuttaro purisadamma-sārathi, colui che addestra chi vuole essere addestrato, il maestro;
  • Satthā deva-manussānaṃ, insegnante degli uomini e dei deva, gli dei;
  • Bhagavā, il beato.

Il Dhamma (Dharma) è:

  • Sandiṭṭhiko: apparente e visibile qui e ora;
  • Akāliko, senza tempo;
  • Ehipassiko, incoraggia l’investigazione;
  • Opanayoko, conduce all’interno;
  • Paccattaṃ veditabbo viññūhi, da essere vissuto individualmente da parte dei saggi.

Il Sangha è:

  • Ujupaṭipanno, composto da chi ha praticato direttamente;
  • Ñāyapaṭipanno, ha praticato con intuizioni dirette;
  • Sāmīcipaṭipanno, ha praticato con integrità;
  • Āhuneyyo, meritevole di doni;
  • Pāhuneyyo, meritevole di ospitalità;
  • Dakkhiṇeyyo, meritevole di offerte;
  • Añjali-karaṇīyo, meritevole di rispetto.

Si possono ascoltare i canti che contengono queste qualità, con i testi e la descrizione , sulla pagina del Sito di Saddha, gli Amici del Santacittarama: https://www.saddha.it/puja/, dove sono disponibili anche i testi in lingua pali con la traduzione a fronte.

Il coraggio

Inevitabilmente i Tre Rifugi ci portano a un coraggio assoluto, non dipendente dalla condizioni.

Lo esprime molto bene questa poesia del monaco Vīra, che vuol dire eroe, coraggioso:

Theragata 1.8 Vīra

Una volta difficile da domare, ora si è domato;

un eroe, contento, con il dubbio superato;

vittorioso, con la pelle d’oca scomparsa,

Vīra è risoluto e si è estinto.

Buon ascolto delle riflessioni e dei canti!

REFERENZE

Riflessioni sui Tre Rifugi di Sirimedho Stefano De Luca registrate nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il 15 marzo 2024.

Traduzione dei versi dalla traduzione inglese di Bhikkhu Sujato.

Le riflessioni sono state precedute dalla Meditazione sui Tre Rifugi e il coraggio:

Foto di copertina di EyeEm