Queste Riflessioni sul passato e il karma muovono da una domanda se per raggiungere la realizzazione bisogna risolvere tutte le questioni karmiche familiari prima di affrontare la nostra vita presente.

Inizia con l’analisi dei tre punti di vista sbagliati sul karma, soffermandoci in particolare sul primo di questi: Pubbekatahetuvada, noto anche come Determinismo delle azioni passate. Questa prospettiva sostiene che tutta la felicità e la sofferenza, comprese quelle future, derivino dalle azioni karmiche precedenti. Secondo questa visione, gli esseri umani non hanno alcuna volontà per influenzare i risultati futuri. È come se fossimo legati a un destino predeterminato, scolpito dalle nostre azioni passate.

Tuttavia, da una lettura del Sutta AN 3.61: Tittha Sutta – Settari, possiamo trarre ispirazione per agire consapevolmente sulla nostra vita. Il Buddha ci invita a esaminare attentamente ciò che è salutare e ciò che non lo è. Questo discernimento ci permette di rompere le catene del determinismo passato e di aprire nuove possibilità. Attraverso la determinazione illuminata, applicando la giusta determinazione di comprendere ciò che è salutare e ciò che non lo è possiamo trasformare la nostra esperienza e avvicinarci all’illuminazione.

Il Buddha ci invita a prendere nelle nostre mani il nostro destino, aggiungendo alla propria vita l’aspirazione alla liberazione, e la capacità di essere continuamente consapevoli di “Questo dovrebbe essere fatto. Questo non dovrebbe essere fatto”.

Abbiamo il potere di cambiare, proprio ora, proprio qui!

Sutta sulle errate visioni del karma

Riportiamo qui un estratto del sutta dove vengono esposte le tre visioni errate sul karma:

1. Pubbekatahetuvada (Determinismo delle azioni passate)

Il Pubbekatahetuvada è una prospettiva che afferma che tutta la felicità e la sofferenza, comprese quelle future, derivino dalle azioni karmiche precedenti. Secondo questa visione, gli esseri umani non hanno alcuna volontà per influenzare i risultati futuri. È come se fossimo legati a un destino predeterminato, scolpito dalle nostre azioni passate.

2. Issaranimmanahetuvada (Determinismo teistico)

L’Issaranimmanahetuvada sostiene che tutta la felicità e la sofferenza siano causate dalle direttive di un Essere Supremo. In questa prospettiva, ogni evento è orchestrato da una forza divina, e gli esseri umani sono soggetti a un piano superiore.

3. Ahetu-apaccayavada (Indeterminismo o Accidentalismo)

L’Ahetu-apaccayavada afferma che tutta la felicità e la sofferenza sono casuali e non hanno alcuna causa specifica. Secondo questa visione, gli eventi non seguono un modello predefinito e non sono legati a nessuna azione passata o a una volontà divina.

AN 3.61: Tittha Sutta – Settari (estratto)

“Monaci, ci sono questi tre tipi di seguaci di sette che—quando esaminati in modo razionale da persone sagge—anche se possono essere spiegati diversamente, sono bloccati in [una dottrina] dell’inerzia. Quali tre?

Ci sono bramani ed asceti che professano questa dottrina, credono a questa teoria: ‘Qualsiasi persona sperimenti—il piacevole, il doloroso, o il né piacevole né doloroso—ciò è causato da quello che si è fatto in passato.’ Ci sono bramani ed asceti che professano questa dottrina, credono a questa teoria: ‘Qualsiasi persona sperimenti—il piacevole, il doloroso, o il né piacevole né doloroso—tutto ciò è causato da un essere supremo, un dio creatore.’ Ci sono bramani ed asceti che professano questa dottrina, credono a questa teoria: ‘Qualsiasi persona sperimenti—il piacevole, il doloroso, o il né piacevole né doloroso—tutto ciò è senza causa e senza condizione.’

A quei bramani ed asceti che professano… che tutto è causato da ciò che si è fatto in passato io dissi loro: ‘È vero che professate questa teoria… che tutto è causato da ciò che si è fatto in passato?” Loro ammisero: ‘Sì.’ Poi io dissi loro, ‘Allora in quel caso, una persona è un’assassina di esseri viventi a causa di ciò che ha fatto in passato. Una persona è ladra… impudica… bugiarda… usa parole che dividono… usa parole aspre… avida… malevola… crede in teorie sbagliate a causa di ciò che ha fatto in passato.’ Quando uno ripete gli errori fatti in passato, monaci, allora non c’è desiderio, né sforzo [al pensiero]: ‘Questo dovrebbe essere fatto. Questo non dovrebbe essere fatto.’ Quando uno non comprende la verità o la realtà di ciò che deve e non deve fare, è sconcertato ed indifeso. Uno non può rettamente definirsi un asceta. Questa fu la mia prima confutazione retta a quei bramani ed asceti che professano tali insegnamenti, tali teorie.

AN 3.61: Tittha Sutta – Settari

La comprensione del karma può guidarci verso una vita più consapevole e significativa.

Buon ascolto! 🙏🎧

REFERENZE

Riflessioni sul passato e il karma di Sirimedho Stefano De Luca registrate nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il 1° marzo 2024.

È possibile leggere l’intero sutta AN 3.61: Tittha Sutta – Settari sul sito di Canonepali.net, Traduzione in Inglese dalla versione Pali di Thanissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Le riflessioni sono state precedute dalla Meditazione di metta sui genitori:

Foto di Dorota Dylka, Peace Pagoda, London, United Kingdom