Esploriamo in questa registrazione sulle riflessioni sul perdono le ragioni per cui l’osservazione profonda conduce al perdono.

Il Buddha ci offre una distinzione tra il comportamento del saggio e dello stolto nel Bāla Vagga. Ci sono due tipi di stolti: coloro che non riconoscono la propria trasgressione come tale e coloro che non perdonano chi ha confessato il proprio errore. D’altro canto, i saggi sono coloro che riconoscono la propria trasgressione e che concedono il perdono a chi ha confessato il proprio errore. Questa semplice ma profonda saggezza ci invita a coltivare la consapevolezza delle nostre azioni e la capacità di perdonare gli altri.

Il Kosambiya Sutta ci offre una pratica concreta per sviluppare questa consapevolezza. Il santo uditore, colui che ascolta con retta comprensione, si esamina sinceramente, chiedendosi se ha acquisito la stessa visione intima che caratterizza un essere illuminato. Se si accorge di avere commesso una trasgressione, si avvicina al Maestro o agli esperti del Dharma, riconosce il suo fallo, lo confessa e si impegna a non ripeterlo. Questo atteggiamento è paragonato all’agire di un bambino che, toccando accidentalmente carboni ardenti, si ritrae immediatamente. Questa è la via di chi è intimo della visione, una via di sincerità, consapevolezza e responsabilità.

Ma cosa c’entra il perdono in tutto ciò? Il perdono diventa essenziale quando riconosciamo le nostre trasgressioni e quando gli altri confessano i loro errori. È un atto di compassione e comprensione che ci permette di liberare il cuore dal rancore e di costruire relazioni basate sulla gentilezza e sulla consapevolezza. Il perdono è un modo efficace di abbandonare la guerra permanente che dimora nella nostra mente, di sciogliere quei legami non salutari che ci impediscono di agire efficacemente, potendo così esprimere al meglio la nostra umanità e andando verso l’altro ma anche verso di noi, poiché spesso nutriamo rancori nei nostri confronti.

I sutta per le riflessioni sul perdono

Ci siamo mossi da questi due sutta per riflettere sull’importanza del perdono.

AN 2.21: Bāla Vagga – Stolti

21. “Monaci, questi due sono degli stolti. Quali due? Chi non vede la sua trasgressione come una trasgressione, e chi non perdona giustamente un altro che ha confessato la sua trasgressione. Questi due sono degli stolti.
Questi due sono dei saggi. Quali due? Chi vede la sua trasgressione come una trasgressione, e chi perdona giustamente un altro che ha confessato la sua trasgressione. Questi due sono dei saggi.”

AN 2.21: Bāla Vagga – Stolti

MN 48: Kosambiya Sutta – A quelli di Kosambî

E inoltre ancora, monaci, il santo uditore si esamina così: ‘Quella maniera acquistata da chi è intimo della visione, l’ho acquistata anch’io?’ E qual è tale maniera? Se egli ha in qualche modo commesso una trasgressione che dev’essere espiata, allora egli va subito dal Maestro o da esperti fratelli dell’Ordine, riconosce il suo fallo, lo scopre, lo espone, e, quando lo ha reso noto, se ne guarda per l’avvenire. Così come un tenero bimbo che giace disteso sul dorso, urtando per caso con la mano o col piede i carboni accesi, rapido se ne ritrae, così appunto, monaci, questa è la maniera di chi è intimo della visione. Questa è la quarta scienza che egli ha acquistato, una santa, sopraterrena scienza, incompatibile con comuni concetti.

MN 48: Kosambiya Sutta – A quelli di Kosambî (estratto)

REFERENZE

Riflessioni sul perdono di Sirimedho Stefano De Luca registrate nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il 1° dicembre 2023.

Prima del commento c’è stata una meditazione sul perdono:

Foto di copertina di Praisaeng.