Per queste Riflessioni sul retto sforzo e il vuoto abbiamo preso spunto da una poesia del monaco anziano Puṇṇamāsa, presente nell’antico Canone Pāli:

Ho rinunciato ai cinque impedimenti
per trovare rifugio dal giogo.
Ho preso il Dhamma come uno specchio
per conoscere e vedere me stesso.

Ho esaminato questo corpo,
tutto, dentro e fuori.
Internamente ed esternamente
il mio corpo sembrava vuoto.

Theragata 2.26: Puṇṇamāsattheragāthā – Puṇṇamāsa

Retto sforzo e il vuoto

Il retto sforzo è un impegno consapevole per superare gli ostacoli che ci separano dalla chiarezza e dalla liberazione. Richiede coraggio, pazienza, dedizione e una profonda comprensione di noi stessi.

La poesia dal Theragata ci guida attraverso questa pratica. Nelle riflessioni ne esploriamo i componenti.

  1. Abbandonare i Cinque Impedimenti:
    • cinque impedimenti (pañca nīvaraṇa) sono:
      • Sensuali Desideri: L’attaccamento ai piaceri sensoriali.
      • Rabbia ed Odio: La negatività e l’ostilità.
      • Torpore e Sonnolenza: La mancanza di energia e chiarezza mentale.
      • Agitazione e Rimorso: La mente irrequieta e piena di preoccupazioni.
      • Dubbio: L’incertezza e la confusione.
    • Rinunciamo a questi impedimenti, creando spazio per la consapevolezza e la comprensione.
  2. Il Dhamma come Specchio:
    • Il Dhamma (gli insegnamenti del Buddha) è come uno specchio che riflette la verità.
    • Attraverso la pratica, osserviamo noi stessi senza illusioni, vedendo le nostre abitudini mentali e le trappole dell’ego; in questo modo diventa possibile conoscerci, attraverso la guida degli insegnamenti del Buddha.
  3. Esaminare il Corpo e la Mente:
    • Seduti in meditazione, esaminiamo il nostro corpo e la nostra mente.
    • Internamente ed esternamente, osserviamo il corpo, le sensazioni, la mente e i fenomeni; possiamo usare gli insegnamenti nel satipatthana sutta per capire come meditare in questo modo.
    • Nel silenzio, il corpo sembra vuoto, privo di confini e separazioni.
  4. Il Salto verso la Liberazione:
    • Questo vuoto non è un vuoto di mancanza, ma un vuoto di liberazione.
    • Nel retto sforzo, superiamo gli impedimenti e ci immergiamo nella consapevolezza.
    • sette fattori di risveglio (sati, dhamma vicaya, viriya, pīti, passaddhi, samādhi, upekkhā) ci guidano verso la chiarezza e l’equanimità.

Buon ascolto!

REFERENZE

Riflessioni sul retto sforzo e il vuoto di Sirimedho Stefano De Luca registrate nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il 26 aprile 2024.

Il testo della poesia è stato tradotto dalla traduzione di Ajahn Sujato, disponibile in inglese su Suttacentral.net

Prima c’è stata una  Meditazione della campana di consapevolezza:

Foto di copertina di TONG KBP