Il Buddha sulle distrazioni

Riflessioni sulle distrazioni

Riflessioni di Dharma per imparare come l'origine delle distrazioni ci aiuti a vedere le cose più chiaramente e vivere senza dispute

Queste riflessioni di Dharma sulle distrazioni seguono una meditazione sulle stesso tema. È importante osservare come lo studio del Dharma, dell’insegnamento del Buddha, per avere il massimo dell’efficacia debba essere accompagnato dalla pratica meditativa: studiare un argomento, praticarlo, per poi ottenere intuizioni profonde che ce lo fanno conoscere intimamente.

In questo caso parliamo di distrazioni o, usando il termine Pāli, papañca, o proliferazioni mentali. È un argomento su cui il Buddha è tornato molte volte, ma forse il sutta più significativo è nella raccolta dei discorsi di media lunghezza, il Majjhima Nikāya, al numero 18, nel sutta denominato “Il buon boccone di miele” proprio per il suo grande valore.

Il sutta inizia con un bramino che stava cercando di attaccare briga con il Beato, il quale non si presta alla disputa e anzi insegna che bisogna rifuggire da tutte le dispute. Quando i monaci chiedono spiegazioni al venerabile monaco anziano Mahākaccāna, questi spiega che “ciò che si pensa, diventa proliferazione mentale”. Fornisce quindi la spiegazione di come dai sensi si passi alla proliferazione mentale – la distrazione, e come questa sia la base della falsa identità, e quindi la causa della sofferenza:

Mediante la vista e le forme ha origine la coscienza visiva; la combinazione delle tre origina il contatto, dal contatto e’ determinata la sensazione, quel che si sente si percepisce, quel che si percepisce si distingue, quel che si distingue si differenzia, quel che si differenzia, determinato da ciò, ci si presenta in serie come percezioni di differenza nelle forme di tempi passati, presenti e futuri, che penetrano nella coscienza visiva. Lo stesso per l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto, il pensiero. Ora, o fratelli, se non esiste vista, forma e coscienza visiva, non appare il contatto, se non appare il contatto, non appare la sensazione, se non appare la sensazione non appare la percezione, se non appare la percezione non appare la distinzione, allora non appariranno le percezioni di differenza presentatesi in serie. Lo stesso per udito, olfatto, gusto, tatto, pensiero. 

MN 18: Madhupindika Sutta – Il buon boccone

Riprendendo una serie descritta nella coproduzione condizionata, o paticca samuppada, sebbene in modo diverso, si mostra come le distrazioni abbiano effetti karmici nel passato, nel presente e nel futuro. Si mostra anche come purificare questo processo conduca invece al vedere le cose in modo più diretto, che conduce alla liberazione.

Di questo e altro si è parlato in queste riflessioni.

Referenze

Riflessioni sulle distrazioni di Sirimedho Stefano De Luca registrate nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il giorno 20 maggio e 2022.

Il sutta citato, MN 18, si può leggere in italiano sul sito canonepali.net e in inglese in pāli su suttacentral.

Queste riflessioni sono state precedute da una meditazione sullo stesso tema:

Foto di copertina di Unma Desai:Thimphu, Bhutan

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