Riportiamo su questa pagina del materiale utile allo studio e alla pratica della gentilezza amorevole, in lingua pāli chiamata mettā.

Tema di riflessione: gentilezza amorevole

Smetti di fare il male
coltiva il bene
purifica il cuore.
E’ questa la Via
del Risvegliato.

Dhammapada, 183

La gentilezza amorevole è uno delle cosidette “dimore divine” composte da:

  • mettā: gentilezza amorevole, benevolenza o amicizia o anche amore gratuito;
  • karuṇā: compassione nel senso di empatia e non di commiserazione o pietà;
  • muditā: gioia compartecipe, gioia che si comunica agli altri e partecipe della gioia degli altri;
  • upekkhā: equanimità, capacità di offrire considerazione a tutti, da non confondere con l’indifferenza.

Riprendendo una citazione del MN 7, “Egli [il praticante] dimora pervadendo un quarto con mente intrisa di gentilezza amorevole, allo stesso modo il secondo, allo stesso modo il terzo, allo stesso modo il quarto; così sopra, sotto, intorno e ovunque, e verso tutti come verso se stesso, dimora pervadendo il mondo onnicomprensivo con mente intrisa di gentilezza amorevole, abbondante, esaltata, incommensurabile, senza ostilità e senza cattiva volontà.” Lo stesso viene ripetuto per le altre dimore divine. Questa sezione viene cantata nei monasteri Theravada, ed è possibile avere il testo dal sito del monastero Amaravati (“Book 1, Suffusion With the Divine Abidings, pag. 43) e dalla stessa pagina anche la registrazione dei canti, che si consiglia di ascoltare anche in pāli.

È inoltre una delle dieci perfezioni, in pāli pāramī, tutti fattori di illuminazione. Queste sono:

  1. Dāna pāramī: generosità
  2. Sīla pāramī: etica, condotta appropriata
  3. Nekkhamma pāramī: rinuncia
  4. Paññā pāramī: saggezza, conoscenza diretta
  5. Viriya pāramī: energia, diligenza, vigore, sforzo
  6. Khanti pāramī: pazienza, tolleranza, accettazione
  7. Sacca pāramī: verità, onestà
  8. Adhiṭṭhāna pāramī: determinazione, essere risoluti
  9. Mettā pāramī: gentilezza amorevole, benevolenza o amicizia o anche amore gratuito
  10. Upekkhā pāramī: equanimità, serenità

Altri elementi correlati

Mettā è al centro di numerosi altri elementi; ne citiamo qualcuno per chi volesse estendere l’investigazione:

Studiare mettā

Per iniziare a entrare in contatto con la gentilezza amorevole, possiamo iniziare leggendo o ascoltando gli insegnamenti del Buddha (i sutta) e dei commenti.

Riportiamo qui alcuni riferimenti:

Ci sono dei bei testi che si possono leggere, di cui qui ne riportiamo qualcuno:

Si possono leggere anche questi libri (in tutto o in parte):

Ci sono dei discorsi che si possono ascoltare, qui ne riportiamo alcuni:

meditazioni

Praticare mettā

Tradizionalmente la pratica consiste nello sviluppare un sentimento di gentilezza amorevole prima verso sé stessi, poi verso i propri cari, gli insegnanti, gli amici, le persone neutre fino ad arrivare alle persone con cui abbiamo una relazione difficile. La pratica si conclude inviando gentilezza amorevole a tutti gli esseri, dovunque siano nell’universo. Questa è la formulazione più tradizionale:

Che io possa stare bene, essere felice e in pace. 

Che io possa non subire alcun danno. 

Che io possa non avere difficoltà. 

Che io possa non avere problemi. 

Che io possa andare sempre incontro al successo.

Che io possa anche avere la pazienza, il coraggio, la comprensione e la determinazione per andare incontro alle inevitabili difficoltà, ai problemi e ai fallimenti della vita e che possa superarli.

Possano i miei genitori …

Possano i miei insegnanti….

Possano i miei parenti…

Possano i miei amici…

Possano tutte le persone che mi sono estranee….

Possano i miei nemici…

Possano tutti gli esseri viventi, visibili e invisibili, …

La pratica di mettā viene spesso confusa con una pratica semplice, ma in realtà è difficile per molti praticanti, in particolare la prima parte, quella della gentilezza amorevole verso sé stessi.

Esercitarsi su questa pratica permette quindi di estendere questo spirito di benevolenza verso tutti, inclusi sé stessi.

Ne esistono versioni anche diverse. Ajahn Jayasāro consiglia di adattare questa meditazione alle proprie necessità. Questo è un esempio di Ajahn Jayasāro su come può divenire questa meditazione:

Possa questo corpo essere sano e in salute;

Possa io conoscere  la felicità di una buona salute.

Possa la pazienza crescere dentro di me;

Possa io conoscere la felicità di una mente paziente.

Possa la gentilezza amorevole crescere dentro di me;

Possa io conoscere la felicità di una mente gentile e amorevole.

Possa la consapevolezza crescere dentro di me;

Possa io conoscere la felicità di una mente consapevole.

Possa la pace crescere dentro di me;

Possa io conoscere la felicità di una mente pacifica.

Possa la saggezza crescere dentro di me;

Possa io conoscere la felicità di una mente saggia.

Meditazioni guidate

Riportiamo alcune meditazioni guidate:

Siti su cui ricercare materiale di Dharma

In generale, possiamo trovare del materiale di Dharma affidabile sui diversi siti collegati ai monaci Buddhisti della tradizione Theravada della Foresta. Tra questi consigliamo:

  • santacittarama.org: sito del monastero Santacittarama con materiali in italiano e in inglese
  • amaravati.org: sito del monastero Amaravati, con materiali prevalentemente in inglese
  • forestSangha.org: portale di tutti i monasteri della tradizione Theravada della Foresta, con materiali prevalentemente in inglese ma anche nelle altre lingue in cui sono disponibili

E’ possibile trovare la traduzione degli insegnamenti del Buddha su alcuni siti in particolare:

  • canonepali.net: raccoglie numerose traduzioni in italiano, di traduttori e qualità diverse
  • suttacentral.net: raccoglie numerose traduzioni, prevalentemente in inglese, normalmente di buona o ottima qualità. Vi è anche la possibilità di avere il testo a fronte in lingua pāli
  • dhammatalks.org: sito di Ṭhānissaro Bhikkhu del Metta Forest Monastery ; in inglese, raccoglie sia traduzioni dei sutta che libri e suoi insegnamenti

Foto di copertina di katemangostar